martedì 14 febbraio 2012

Roma: no alle olimpiadi

Meno male.
Meno male davvero che Roma non avrà le Olimpiadi 2020.
Alemanno aveva puntato molto su questo ma credo che il Governo, saggiamente, abbia fatto capire che in questo momento le priorità sono altre e che il rischio della Grecia, indebitata fino all'osso a causa dell'organizzazione delle sue olimpiadi, fosse dietro l'angolo.
I politici però, se non hanno le grandi opere, se non hanno da cementificare, se non possono lasciare ai posteri opere grandiose, si sentono inutili.
Lavorare per far quadrare i conti sembra un esercizio inutile perchè la soddisfazione, deve essere raramente collettiva e quasi sempre personale.

mercoledì 18 gennaio 2012

Il bisogno degli eroi

Onore e rispetto al Sig. De Falco ma non mi sento di alzarlo agli onori dell'eroismo perchè questo ufficiale ha fatto il proprio dovere dote assai rara oggi. I veri eroi sono chi sceglie di mettersi dalla parte della legalità. Chi denuncia i propri aguzzini, taglieggiatori, i mafiosi, 'ndranghetisti, chi rischia ogni giorno per poco più di 1000 € la propria vita per tutelare noi cittadini e senza tregua da la caccia al cancro dell'illegalità che è diventata cultura nel nostro paese. Eroi sono i giovani, i missionari, che scelgono di partire per un paese lontano per andare ad asciugare le lacrime di chi fa fatica a vivere ogni giorno affamato dalla nostra opulenza.Eroe è chi a capo chino lavora a una catena di montaggio per 8 ore al giorno per sfamare la propria famiglia e può permettersi solo 5 minuti per andare in bagno, sempre che trovi il cambio e a 50 e disastrato fisicamente e lo Stato non gli riconosce il dovuto riposo. Ma siamo un popolo di persone che odiano l'illegalità dei Parlamentari ma che per un favore non esitiamo a bussare alle loro porte, odiamo gli evasori, ma non ci frega niente se il dentista ci dice la solita frase...100 con 50 senza ricevuta etc. etc. Eroi saremo se la parola noi fosse prima dell'io.

sabato 26 novembre 2011

Noi italiani, ma che popolo siamo?

Leggo da vari giorni sui giornali, sui social network prese di posizione molto nette nei confronti del Governo Monti.
Un Governo che tasserà a più non posso e che farà grondare lacrime e sangue al già strizzato popolo italiano.
Mi chiedo dove siano stati questi signori fino ad ora.
Me lo sono chiesto e ne ho trovati molti sotto le sottane delle escort di Berlusconi o sotto la sua protezione.
I tanti privilegiati di ieri, sono quelli che hanno paura oggi e che non vogliono essere toccati dalla scure necessaria che Monti dovrà usare.
Usano Monti come capro espiatorio senza vedere in loro stessi, nel loro silenzio, nella loro complicità di ieri con il Governo Berlusconi, la vera colpa della loro paura.
Nell'ora della tragedia, nessuno si dovrà ritenere escluso dall'essere toccato anche quelli che in passato toccavano gli altri e basta.
Purtroppo, come spesso accade, chi ha avuto tanti privilegi ieri, risentirà meno della scure che si abbatterà sulle nostre vite e a pagare saranno chi già è stato abbondantemente tagliato.
Ma noi italiani che popolo siamo?

venerdì 21 ottobre 2011

Un villaggio a colori

Riporto un piccolo articolo che ho scritto per San CarloInforma, giornale interno del Villaggio San Francesco che viene distribuito a tutti i dipendenti nel momento della riscossione della busta paga. Credo che sia una bella iniziativa all'altezza dei tempi che viviamo anche nelle aziende.


Ormai il Villaggio San Francesco è sempre di più un luogo di lavoro multietnico vista la pluralità di Operatori che provengono da varie parti del mondo.
Tutti i continenti hanno una loro degna rappresentanza come i vari colori della pelle e i tratti somatici. Tutta questa umanità così variegata risponde alle caratteristiche della nostra organizzazione che fa della persona, malata o lavoratore, il centro del nostro agire pur avendo necessità diverse.
La diversità in questo caso diviene sempre di più un aspetto preponderante con la quale dovremo sempre più confrontarci e per noi deve essere considerata una ricchezza.
Una ricchezza perché ognuna di queste realtà umane, porta con se valori che sommati ai nostri, arricchiscono il nostro bagaglio culturale e soprattutto umano
La multiculturalità è un aspetto sempre più vivo nel nostro Villaggio che comporta e comporterà momenti di approfondimento e formazione perchè non si tratta solo di accogliere un “collega”, ma anche la cultura da cui proviene.
Ogni cultura, etnia, ha i suoi costumi e le sue usanze che è necessario capire e accogliere come fonte di arricchimento e approfondimento della propria perché proprio conoscendo le altre culture, si riscoprono i valori e l’importanza della propria.
Ma occorre anche porre attenzione che il valore della multiculturalità dell’integrazione, può essere si fattore di arricchimento e inclusione, ma anche fonte di emarginazione se non vissuto in maniera corretta.
Integrazione non vissuta come un assorbimento di una cultura dominante nei confronti di altre ma nell’ottica continua dell’accoglienza.
È necessario piuttosto affermare che l’integrazione vera richiede una interazione, ovvero è necessario un incontro, una relazione reciproca. Questo incontro si ha fra uomini, tradizioni, culture, e non in primo luogo con lo Stato. L’accoglienza e l’interscambio possono avere luogo solamente laddove c’è un soggetto, con un’identità propria, che lo propone e lo porta avanti, di fronte ad altri soggetti.
«Ciò che abbiamo in comune con l’altro non si deve cercare tanto nella sua ideologia, quanto in quella struttura nativa, in quelle esigenze umane, in quei criteri originari per cui egli è uomo come noi». Il terreno di comparazione è l’identità che precede e rende possibile tutte le differenze e con ciò la dimensione universale di ciascuna identità particolare.
Sarebbe interessante dedicare alcuni momenti di incontro dove ognuno di noi, al di la delle mansione e degli orari, ha la possibilità di conoscersi più a fondo e di conoscere i vari aspetti delle rispettive culture.
Quali sono le usanze, le consuetudini in altri paesi: quali le usanze del matrimonio in Romania, Albania, Nigeria etc.
Come vengono visti gli anziani nelle altre culture?
Ma anche più semplicemente, cosa si mangia in altri paesi?
Sarebbe bello che dite?

martedì 18 ottobre 2011

Tutta un'altra storia


Gli scontri di sabato a Roma causati da un gruppo consistente di facinorosi che si ripresenta puntualmente a ogni manifestazione, ha causato come c'era da aspettarsi, una reazione a catena di pareri e prese di posizione più o meno contro o adirittura pro o quasi "giustificalista" nei confronti degli incappucciati. Se ne leggono e vedono di tutti i colori. Si scoprono tutti analisti e sociologi senza trovare alcuno che si pone degli interrogativi prima di dare solo risposte? Almeno due domande: la prima, visto il ripetersi degli scontri e della difficoltà ad isolare questi teppisti che per alcuni possono avere anche una regia occulta, mi viene da pensare se non sia possibile cambiare forme di lotta? Negli Stati Uniti, in Israele si sono tentate nuove forme di protesta accampandosi in luoghi simbolo per poter attirare l'attenzione dell'opinione pubblica perchè credo sia questa la questione; creare consapevolezza e quindi informare. Far parlare del problema che altrimenti nei media (quasi sempre lottizzati dai potenti) non avrebbero avuto risalto. Informare capillarmente, senza scomodare l’ormai famosa casalinga di Voghera, chi non ha tempo e capacità di stare in rete perché si sa come questa sia sopratutto appannaggio dei giovani. Di per se gran bella cosa, ma che non sono la maggioranza del popolo afflitto. Il secondo quesito è quello che spesso in queste situazioni, vengono quasi sempre individuati degli eroi. Ma ci sono stati, personaggi che in qualche maniera sono saliti alla ribalta per difendere gli ideali? Abbiamo sempre il bisogno di riferimenti, di identificarci per farci un opinione, senza pensare che anche nella nostra scatola cranica agiscono dei neuroni. Non credo che ci siano eroi veri in tutta questa situazione se non persone responsabili, come chi ha cercato di isolare i facinorosi. Eroi possono essere definiti quelli come padre Tentorio missionario del PIME ucciso a bruciapelo nell’isola di Mindanao nelle Filippine perché difendeva i poveri, dava loro voce. i poveri si difendono con l'azione quotidiana, silenziosa, costante, che ricerca la giustizia, non violenta e coraggiosa, non con i manganelli, ne con la violenza. Questi sono i veri eroi che non salgono alla ribalta delle cronache se non dopo morti; ma questa è tutta un'altra storia.

martedì 20 settembre 2011

Vietnam: solo questione di viaggi


Peregrinando nella rete e cercando qualcosa sul Vietnam e digitando Google, mi sono imbattuto in decine di pagine in inglese le quali all'80% parlavano del Vietnam come opportunità sopratutto turistica. Riflettendo un attimo, mi sono chiesto se anche questa situazione sia figlia dei tempi e cioè il vedere questo paese solo come una opportunità; in questo caso turistica e magari per alcuni maiali, sessuale, senza tener conto dell'interesse che potrebbe suscitare anche da un punto di vista culturale, storico etc. "A prima botta", turismo, alberghi, resort etc. etc., poi magari si fa riferimento ad altro. Sarà una vera e propria strategia politica e commerciale nata nel web? Me lo sono chiesto e me lo chiedo come davvero anche la rete, possa orientare le coscienze attraverso anche queste strategie. La questione si fa interessante.

lunedì 12 settembre 2011

Viva il Vietnam day !!!


Da venerdi 9 a domenica 11 settembre si è svolto a Pescia in provincia di Pistoia, un appuntamento importante per un gruppo di famiglie che hanno adottato bambini provenienti dal Vietnam. Un incontro nato quasi per scherzo da un gruppo di amici che poi, grazie alla rete, si è allargato a un gruppo sempre più sostanzioso di famiglie. Questa era la quinta edizione ed è stato davvero un appuntamento importante che ha dato modo non soltanto ai bambini di incontrarsi e ai genitori di scambiarsi le loro esperienze e approfondire e costruire nuove amicizie, ma è stato anche un momento in cui si è fatta anche della solidarietà a favore dell'associazione Care the People che opera in Vietnam a favore dei giovani.
Tanta allegria con tanti bambini che hanno scorrazzato nel bellissimo ambiente con piscina e spazio verde a disposizione dove erano stati installati dei giochi: il tiro al barattolo, la pesca etc. etc. Le mamme si sono confrontate nella gara dei dolci che poi sono stati messi all'asta a favore sempre di Care the People. Anche il pranzo e la cena, sono stati momenti di convivialità tra bambini e genitori. Domenica poi l'associazione Care the People ha presentato i suoi progetti e la sua organizzazione. Spesso dalle piccole cose ne nascono di più grandi se alimentate dalla gratuità e dalla voglia di condividere. Persone di varia estrazione che al di là delle sigle, hanno solo il desiderio di stare in allegria insieme ai loro bambini. Il Vietnam day non è infatti una associazione ne si rifà a nessuna organizzazione. L'unico riferimento è la gioia dei bambini che si sono incontrati ed erano strà felici di correre, giocare, tuffarsi in piscina. Alla fine dell'evento, tanti occhietti pieni di sonno e quelli dei genitori un pò...lucidi ma felici per un avvenimento davvero, di autentica fraternità. Viva il Vietnam day !!

venerdì 26 agosto 2011

giovedì 25 agosto 2011

CL: tra integralismi e voti di castità

Che la rete sia una coacervo tra i più vari di persone e pareri, è sicuramente chiaro ed anche per certi versi arricchente. Nel mucchio però c'è anche chi si diverte a fare il "fico di vetta" come si dice dalle mie parti; cioè quello che vuole insegnare la verità agli altri senza neppure un minimo di disponibilità a cercarla. Il senso è quello che ci sono persone che nella vita, barcamenano tra lavori vari e particolari, sempre attenti a quello che fanno gli altri e poco a quello che fanno loro. Personaggi che cercano visibilità creando polemiche e polveroni inutili e si definiscono pure artisti. Ecco, in questa categoria ho trovato chi si è divertito (se così si può intendere) a girare per il Meeting di Rimini di CL con la telecamera, con la spasmodica ossessione di trovare le cose che non vanno o almeno che paiono a lui così appunto: integralismi e voti di castità. Questo sotto titolo messo in un post di FB, pare essere una colpa non accorgendosi che mettendo alla berlina il voto di castità, egli stesso si fa integralista perchè non accetta le scelte libere degli altri. Parere da orgoglio "laico", come probabilmente si definisce. Al di là che CL è indigesto anche a me, però con tutto il rispetto possibile a una aggregazione libera scelta da persone libere e mi pare abbastanza giusto che la vera libertà sta nel cercare il rispetto per la libertà degli altri.

mercoledì 10 agosto 2011

Il Vietnam di oggi

Un video della CNN molto interessante per capire la situazione attuale di questo paese.